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Un blog di tutte le sezioni senza immagini
Charles Bukowski PDF Stampa E-mail
"Non è mica la morte che importa,
è la tristezza, è la malinconia.
Lo stupore.
Le poche buone persone che piangono nella notte.
La poca buona gente."
 
I buoni giornalisti scrivono ciò che pensano; i migliori quello che dovrebbero pensare PDF Stampa E-mail
I buoni giornalisti scrivono ciò che pensano; i migliori quello che dovrebbero pensare i loro lettori.
(Georges Elgozy)
 
Candele PDF Stampa E-mail
Costantino Kavafis

Kavafis



Stanno i giorni futuri innanzi a noi
come una fila di candele accese,
dorate, calde e vivide.

Restano indietro i giorni del passato,
penosa riga di candele spente:
le più vicine danno fumo ancora,
fredde, disfatte, e storte.

Non le voglio vedere: m'accora il loro aspetto,
la memoria m'accora il loro antico lume.
E guardo avanti le candele accese.

Non mi voglio voltare, ch'io non scorga, in un brivido,
come s'allunga presto la tenebrosa riga,
come crescono presto le mie candele spente.


Le finestre

In queste tenebrose camere, dove vivo
giorni grevi, di qua di là m'aggiro
per trovare finestre (sarà
scampo se una finestra s'apre). Ma
finestre non si trovano, o non so
trovarle. Meglio non trovarle forse.
Forse sarà la luce altra tortura.
Chi sa che cose nuove mostrerà.

 
Giunge, dai prati mietuti, un lieve odor di fieno. Sulla collina, il cielo è viola teneramente. (J.R PDF Stampa E-mail

Giunge, dai prati mietuti, un lieve odor di fieno. Sulla collina, il cielo è viola teneramente. (J.R.Jimènez)

 
paolo pugni PDF Stampa E-mail
"lo dica pure con parole mie" (G.Pontiggia) "Non dobbiamo lamentarci del tempo che ci è stato dato. Dobbiamo darci da fare per farlo fruttare" (Gandalf a Frodo) "omnia in bonum" e "veritatem facientes in caritate" S.Paolo
 
ci sono adolescenze che si innescano a 90 anni PDF Stampa E-mail
Se la morte fosse un vivere quieto

Se la morte fosse un vivere quieto,
un bel lasciarsi andare,
un'acqua purissima e delicata
o deliberazione di un ventre,
io mi sarei già uccisa.
Ma poiché la morte è muraglia,
dolore, ostinazione violenta,
io magicamente resisto.
Che tu mi copra di insulti,
di pedate, di baci, di abbandoni,
che tu mi lasci e poi ritorni senza un perchè
o senza variare di senso
nel largo delle mie ginocchia,
a me non importa perchè tu mi fai vivere,
perché mi ripari da quel gorgo
di inaudita dolcezza,
da quel miele tumefatto e impreciso
che è la morte di ogni poeta.
alda  merini  .

A Eugenio Montale

i tuoi acini d’oro,
i limoni perduti
nel grembo di altre donne
che ti hanno solo sognato.
Capita anche a me, Maestro
di aver fatto l’amore
con quelli che non ho mai conosciuto
 


 
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