La storia di Cefalù


Cefalù

 La città di Cefalù, l'antica Kephalodion – termine greco riferente a capo, che in questo caso si riferisce alla conformazione naturale della roccia che domina il sito che accoglie la città – si trova in una posizione privilegiata nella provincia Palermitana, costruita attorno ad una rocca massiccia ed imponente che nel corso dei secoli ha sempre svolto un ruolo difensivo.

Cefalù è uno dei 15 Comuni siciliani rientranti nel famoso Parco delle Madonie, importante centro non solo naturalistico ma anche storico perchè in esso sono preservate le testimonianza del passaggio umano nella zona nel corso dei millenni, passaggio testimoniato dai reperti relativi a masserie, chiesette rupestri, mulini …
 

Delle origini di Cefalù si hanno scarse notizie.Essa dovette nascere come avamposto fortificato, quasi certamente greco, verso la fine del V sec. a.C., proprio ai piedi della Rocca dove si estende l'attuale centro storico, tuttora delimitato da una cinta muraria (c.d. mura megalitiche), che è in buona parte quella originaria. Alla Cefalù ellenistico-romana risalgono non solo le mura megalitiche (in riva al mare, lungo la discesa Paramuro e a piazza Garibaldi) e, sia pure genericamente, la struttura urbanistica, ma anche alcune interessanti testimonianze (due strade ed un vasto lembo di necropoli) che recenti ricerche archeologiche hanno portato alla luce. Tra la fine del V e gli inizi del IV sec. a.C. va datato il celebre Edificio megalitico (noto come "tempio di Diana'') sulla Rocca, sorto intorno ad una cisterna protostorica (IX sec. a.C.) con copertura di tipo dolmenico. Quest'ultima, nata come sede di un culto delle acque, testimonia, per altro, insieme a due grotte del lato est della Rocca, della presenza umana nella zona, prima ancora della nascita del centro urbano in riva al mare.Nel periodo bizantino la città, come molte altre località costiere, si trasferì, per motivi di sicureza, sulla Rocca, dove sono visibili con sistenti resti di strutture (mura merlate, cisterne, chiesette, casermette e una serie di forni) databili da eta altomedievale. A questo stesso periodo va pure riferito il mosaico policromo (VI sec.) di recente scoperto sotto il portico di accesso al Duomo e che e la più antica testimonianza di una primitiva comunità cristiana a Cefalù. Nell'858, conquistata dagli arabi, fu annessa all'emirato di Palermo e quindi liberata dai normanni: il conte Ruggero ne prese possesso nel 1063 e Ruggero II la riedificò, in riva al mare, dopo il 1131. A questo periodo risalgono celebri monumenti ai quali Cefalù deve l'appellativo di "cittadina normanna": la chiesa di S. Giorgio e il lavatoio (forse piu antico), in via Vittorio Emanuele; il Duomo, il Chiostro e il palazzo Maria (domus regia?), in piazza Duomo; e l'Osterio Magno, con interessante trifora, in corso Ruggero.

 

In questa famosa città siciliana si possono ammirare innumerevoli reperti archeologici come i ruderi del Castello della Rocca, il Duomo famoso per i suoi mosaici, il Palazzo Mandralisca, sede dell'omonimo Museo e custodia di pregiate opere d'arte e, sulla rupe che sovrasta l'abitato si trovano i resti di un santuario megalitico, detto Tempio di Diana, che risale al IX secolo a.C. e che, insieme ad altri documenti di vita preistorica attesta la presenza di un insediamento nel luogo già in epoca pre-ellenica; La cinta muraria di fortificazione che, nonostante la sua antichità, è ancora in un buono stato di conservazione e contribuisce a dare a Cefalù un aspetto di roccaforte inespugnabile. Altro aspetto della cinta muraria è la presenza della Porta Marina o Pescara la solitaria superstite delle storiche ed originarie quattro porte che interrompevano la cinta muraria stessa e che permettevano l'ingresso in città.
Le mancanti porte d'accesso erano denominate "Porta Terra", "Porta d'Arena o d'Ossuna", "Porta della Giudecca". La superstite è costituita da un arco gotico e permette la visione di un bel panorama a ridosso sul mare. I resti di un antico lavatoio medievale, denominato comunemente " 'U Ciuni" [il fiume], utilizzato fino a qualche decennio fa e sulle cui origini si sta ancora discutendo perchè le sue probabili origini medievali non sono state provate in maniera certa. Scendendo dalle scale ricavate utilizzando la pietra lavica si entra in una stanza caratterizzata da un tetto molto basso ed una volta. All'interno si possono ammirare delle bocche presenti nelle pareti della stanza e che permettono l'accesso dell'acqua contenuta con difficoltà dal sito. Sotto la costruzione si ha la presenza di una sorta di cava che permette all'acqua di arrivare al mare. In prossimità del lavatoio si ha la possibilità di ammirare le terme conosciute col termine di "Il bagno di Cicero", espressione che dà anche il nome alla piazza adiacente. L'Osterio Magno probabilmente fu la Residenza Imperiale di Ruggero II ed attualmente è stata restaurato e riaperto come luogo pubblico. Gli elementi architettonici e strutturali della residenza evidenziano l'evoluzione temporale che la costruzione ha subito. Le Torri di avvistamento:

Torre Caldura e Santa Lucia situate rispettivamente la prima a est della cittadina sul promontorio della Caldura, e la seconda sulla costa rocciosa all'interno del Villaggio Turistico Club Med.

 

Oggi la città è un centro turistico-balneare ben attrezzato con villaggi turistici, alberghi e ristoranti, ma non va scordato tutto il suo passato storico davvero importante e ricco di riferimenti romani e soprattutto normanni, come non va scordata la sua forza di sapersi sempre aggiornare nel corso dei secoli in base alle varie esigenze del momento dandosi ogni volta un nuovo assetto urbanistico.