scuola di barbizon

Nel corso del XIX secolo, ma soprattutto a partire dagli anni Trenta, numerosi paesaggisti sia francesi che di altre nazionalità trovarono un punto di riferimento nel piccolo villaggio di Barbizon, posto ai margini della foresta di Fontainebleau, vicino a Parigi. Nell�arco della giornata essi dipingevano en plein air (all�aperto), sia autonomamente che in gruppo, oppure rielaboravano in studio annotazioni prese dal vero, per poi ritrovarsi nel villaggio alla sera. A partire dal 1850 circa iniziò la consuetudine di riunirsi il sabato nel granaio di Théodore Rousseau.

Con Scuola di Barbizon (nota anche come Scuola del 1830 o come Scuola di Fontainebleau, da non confondere con l�omonima scuola del XVI secolo) si intende una poetica comune ad un certo numero di pittori e collegata alla loro permanenza a Barbizon. Varie sono le caratteristiche comuni a questi artisti: innanzitutto la ricerca di un paesaggio diverso da quello "ideale" di stile classicista: più che raffigurare scene bucoliche o idilli, a loro interessava riprodurre la natura nel suo aspetto reale e la solitudine dell�uomo di fronte ad essa.

Essi condivisero anche l�ammirazione per i paesaggisti inglesi contemporanei, coi quali furono in contatto e da cui mutuarono l�interesse per la pittura di paesaggio olandese del XVII secolo.

A Barbizon trovavano anche rifugio dalla crescita tumultuosa della città e dalla nuova civiltà che, chi più chi meno, rifiutavano.

Gli artisti che passarono a Barbizon o vi soggiornarono furono moltissimi. Tra questi si ricordano Dupré, Troyon, Diaz e Daubigny, ma in particolare Rousseau e Millet. Anche Corot e Courbet frequentarono assiduamente il posto.

Théodore Rousseau (1812-1867), che frequentò Barbizon dal 1833, vi si stabilì nel 1848 e vi morì, può essere considerato il fondatore della scuola. Si dedicò sin da giovane ai paesaggi, approfondendo lo studio di rocce, alberi (La quercia d�Apremont, 1852), corsi d�acqua analizzati, a partire dal 1842, all�interno del variare atmosferico delle ore e delle stagioni. Ma tale impegno non ricevette riconoscimenti adeguati. Con il trasferimento a Barbizon, invece, il suo ruolo di maestro ed esempio venne riconosciuto da un numero sempre maggiore di persone. I dipinti eseguiti a Barbizon vennero ritoccati molte volte dal pittore, spesso accostando tra loro sostanze chimicamente incompatibili che hanno scurito le opere (l�uso del bitume per accentuare i verdi si è rivelato la causa principale dell�annerimento). Rousseau inventò anche un modo di schiarire la tavolozza e rendere meglio la luminosità atmosferica giustapponendo piccoli tocchi di colore puro ed insegnò questa tecnica, che sarà alla base delle ricerche degli impressionisti, a Sisley (a Barbizon a partire dal 1860) e a Monet.

Rousseau si differenzia dagli altri esponenti della scuola anche per una ricerca intellettuale e filosofica che si riflette nelle sue opere. Egli rifiuta apertamente la città ed indica nel mondo civilizzato l'origine dei mali dell�uomo, vedendo la natura come modello di una società ideale.

Jean-François Millet (1814-1875), il pittore simbolo di questa scuola, si trasferì a Barbizon nel 1849 e vi morì trent�anni dopo. Partito da una ricca produzione di ritratti, seguita poi da soggetti pastorali, idilli classici e nudi, iniziò le sue prime opere naturalistiche a partire dal 1845. Nelle sue rarefatte rappresentazioni di paesaggi, il ruolo centrale è sempre occupato dalla figura umana, o dal rapporto, intimo e religioso, tra uomo e natura. I suoi soggetti preferiti sono contadini impegnati nelle semplici attività quotidiane (lavorare nei campi, accudire gli animali, crescere i figli, preparare il cibo), raffigurati con imponenza e maestria e posti al centro di composizioni accuratamente studiate (le Spigolatrici, 1857 e l�Angelus, 1855-57). Queste opere non hanno tuttavia un intento di denuncia sociale, come in Courbet, ma piuttosto di descrizione e di accettazione fatalistica della realtà e sono permeate da motivi morali e sentimentali.

La scuola di Barbizon si pone quindi come crocevia fondamentale dell�arte francese del XIX secolo, aprendo la strada al Realismo prima e all�Impressionismo poi.