Valeria Curcio : VECCHIE LETTERE

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    Iniziano quasi tutte allo stesso modo "Aldo amore mio" e finiscono con tanti baci "Nini' tua". Sono la testimonianza di un grande, tenace, infinito amore, che ha sfidato i bombardamenti, la guerra, un tragico telegramma che lo dava per disperso, la lunga prigionia. Il ritorno di un uomo devastato nello spirito, da crudeltà vissute e privazioni subite, fu, se possibile, ancora piu' difficile, e l'amore ancora più profondo, piu' comprensivo, più silenzioso, perchè talvolta chi sta male non sa accettare nemmeno i sentimenti.

  •  Apro con lentezza queste buste macchiate di umidità, e sfioro con lo sguardo le righe di inchiostro verde o blu,scolorite dal tempo, la grafia piccolissima, affinchè di più si potesse dire. Dalle buste, il volto baffuto del Re, mi guarda severo. Ci sono i pensieri e le attese di una giovanissima sposa, le notizie su una neonata e quelle sui suoceri dai quali viveva. Parole di speranza in una vita migliore, in un ritorno sicuro, con la certezza di poter costruire ancora, dove il "ti penso sempre" era uguale all'inespresso "ti desidero", senza mai un accenno, mai un'allusione, mai una caduta di stile.

  •  Sono il mio personale percorso verso un addio a tutti coloro che anch'io ho amato, nella speranza di trovare in me un sorriso dolce verso questo deserto di croci che è ormai la mia famiglia un tempo tutta riunita nella grande casa. Sono un inchino riverente a qualcosa che i miei hanno avuto e che io ho solo sognato. Lei gli sopravvisse, dato che non poteva scrivergli, gli parlava sempre, la sera dava la buonanotte ad una foto bellissima scattata durante il viaggio di nozze.

  •  Il suo amore era là, uguale a sempre.